PRINCIPI

La storia e lo sviluppo della Fondazione Diamante sono profondamente legati all’affermazione dei diritti delle persone disabili.

Le linee direttive che caratterizzano lo sviluppo delle strutture della Fondazione Diamante sin dalla sua costituzione nel 1978, sono state ispirate da alcuni principi che, coerentemente con il processo di promozione e riconoscimento dei diritti delle persone disabili, sono in costante evoluzione.

L’impegno per consentire alla persona disabile di avvicinarsi alle modalità di vita proprie al contesto di appartenenza, si è sviluppato attraverso il concetto di valorizzazione del ruolo sociale (VRS) teorizzato da Wolfensberger negli anni ’80. L’accento è dunque posto sul processo di assunzione di ruoli attivi che permettono di determinare l’acquisizione di ulteriori capacità creando le condizioni per ambire a nuovi ruoli sociali sempre più valorizzanti. Questi si esprimono in un processo dinamico fra la persona e la comunità con le sue regole, i suoi usi e costumi.

Dalla fine degli anni ’90 l’idea d’inclusione sociale diventa il concetto di riferimento nell’azione sociale. Esso afferma la necessità di considerare la persona disabile in un’ottica di uguaglianza e giustizia sociale. Tale presupposto implica che anche la persona disabile, quale cittadino riconosciuto a pieno titolo, debba poter vivere in una società che è disposta a modificarsi e a rimuovere quegli ostacoli segregativi, dunque esclusivi, che inevitabilmente possono manifestarsi anche nei dispositivi istituzionali e/o specialistici. Da questi principi derivano gli indirizzi operativi della Fondazione Diamante.

Decentramento e
regionalizzazione

Si tratta di due concetti che permettono di sviluppare una reale presenza sul territorio quale presupposto per una migliore relazione e interazione con la collettività.
Le unità lavorative o residenziali diffuse sul territorio permettono di favorire il dialogo con quest’ultimo indipendentemente dalle peculiarità che lo contraddistinguono e dalla loro collocazione, promuovendo risposte inclusive ai bisogni rilevati. In questa prospettiva, le strutture dialogano con il tessuto sociale dove la gente vive e lavora rispettando il principio di separazione tra luogo di lavoro e luogo di abitazione.

Differenziazione

La Fondazione Diamante predispone strutture differenziate sia per contenuto e caratteristiche sia per complessità e specificità del sostegno offerto al fine di offrire risposte socio-educative il più possibile individualizzate ai bisogni dell’utenza.
La differenziazione si articola nelle diverse strutture attraverso una scelta fra luoghi, lavori e moduli abitativi dove si favoriscono esperienze e sperimentazioni: presupposto per la progettazione di percorsi lavorativi e abitativi individualizzati, ciascuno secondo interessi, predisposizioni e caratteristiche personali di ogni utente.

Flessibilità e adattamento

La Fondazione Diamante, ponendosi quale attrice di un processo dinamico fra la persona e la comunità deve considerare, per perseguire i propri principi, forme organizzative flessibili e capaci d’adattamento. La scelta di differenziare le produzioni di beni e servizi a seconda dei bisogni dell’utenza e del mercato, come pure il principio non assoluto di non disporre di stabili in proprietà per accogliere le strutture lavorative o abitative, permettono di mantenere la capacità di cambiare, spostarsi e adattarsi in modo funzionale ai bisogni delle persone e dell’evolversi della società.

Concetto generale di presa a carico

Per presa a carico si intende il sostegno e l’accompagnamento di persone disabili, sia nell’ambito lavorativo, sia in quello abitativo e della vita sociale. L’intervento socio- educativo si svolge conformemente alle linee guida espresse nel Codice Deontologico degli operatori sociali edito da AvenirSocial nella sua versione del 2010.

L’accompagnamento si fonda sulla salvaguardia e sullo sviluppo delle competenze della persona, per favorirne il processo d’inclusione sociale e professionale così come la sua emancipazione, autodeterminazione e autonomia. L’azione della Fondazione è prioritariamente rivolta alle persone disabili. Essa non esclude, in particolari circostanze e nel rispetto del mandato istituzionale accordatole, la collaborazione puntuale con i servizi preposti all’accoglienza di persone escluse dal mondo del lavoro, in formazione o astrette al servizio civile.

L’accompagnamento avviene in contesti distinti:

Proposte lavorative differenziate, in modo da offrire all’utente soluzioni che possano adeguarsi alle sue competenze, alle sue capacità e alle sue aspirazioni. Le strutture lavorative interpretano così l’impegno d’inclusione sociale articolandolo secondo il concetto di impresa sociale. Nell’attuazione dell’attività, l’impresa sociale sollecita, oltre al personale e agli utenti, la partecipazione di tutti gli attori coinvolti nel progetto di sviluppo individuale dell’utente.

Per impresa sociale s’intende un progetto lavorativo significativo, che produce nel contempo beni economici e beni relazionali.

Proposte abitative, con intensità diverse di sostegno, che permettano alle persone disabili di sperimentare più livelli di autonomia. Ogni struttura abitativa deve favorire, attraverso attività differenziate e individualizzate: l’emancipazione dell’utente nei diversi ambiti della sua vita privata; le relazioni con le proprie reti significative; lo scambio con la comunità e la fruizione delle sue risorse; la flessibilità e l’adeguamento alle esigenze personali grazie all’articolazione delle prestazioni e dei servizi abitativi.

La distinzione dei contesti e delle esperienze di vita per promuovere l’inclusione sociale dell’utenza determina una scelta nelle prestazioni erogate dalla Fondazione. Per far ciò è necessario considerare e attivare le risorse pubbliche o private presenti sul territorio e le cui prestazioni sono complementari a quelle offerte dalla Fondazione Diamante.